Bisogni Educativi Normali e Bisogni Educativi Speciali

Tutti gli alunni hanno bisogni educativi normali:

  • – bisogno di sviluppare competenze (autonomia) bisogno di appartenenza,

  • – identità bisogno di valorizzazione (autostima) bisogno di accettazione,

  • – accoglienza bisogno di motivazione.

Alcuni alunni hanno bisogni educativi speciali...

Definizione di BES

Il BES (special education need) è qualsiasi difficoltà evolutiva di funzionamento permanente o transitoria, in ambito educativo o apprenditivo, dovuto all’interazione di vari fattori di salute, secondo il modello ICF dell’OMS, e che necessita di educazione speciale individualizzata

Dario Janes, 2005;
ICF:  International Classification of Functioning, Disability and Health

La grande categoria dei BES

I Bisogni Educativi Speciali (BES) sono riferiti ad alunni che richiedono una speciale attenzione per una varietà di ragioni.

Ogni alunno, con continuità o per determinati periodi, può manifestare Bisogni Educativi Speciali, per motivi fisici, biologici, fisiologici, psicologici, sociali, rispetto ai quali è necessario che le scuole offrano adeguata e personalizzata risposta.

Gli alunni con BES vivono una situazione che li ostacola nel normale percorso di apprendimento e di sviluppo.

LE POSSIBILI CAUSE:

• DISABILITA’

Alunni certificati (redazione del PEI ”linee guida del 04/08/2009”)

• DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO E/O DISTURBI EVOLUTIVI SPECIFICI

Alunni con dsa, con adhd (disturbo dell'attenzione e dell'iperattività), con disturbo evolutivo misto (q.i. da 70 a 85 punti)

• SVANTAGGIO SOCIOCULTURALE ECONOMICO E LINGUISTICO PSICOLOGICO SOCIALE

Alunni che per motivi fisici, biologici, psicologici e sociali, o per difficolta' derivanti dalla non conoscenza della lingua italiana manifestano bisogni educativi specifici.

Dfficoltà emozionali: timidezza, collera, ansia, inibizione, depressione, disturbi della personalità, psicosi.

Difficoltà comportamentali: aggressività, bullismo, disturbi del comportamento alimentare, disturbi della condotta, oppositività, delinquenza, uso di droghe.

Ambito relazionale: isolamento, passività, eccessiva dipendenza.

Ambito familiare: famiglie disgregate, in conflitto, trascuranti, con episodi di abuso, maltrattamento, con esperienze di lutto o carcerazione. Affidi, adozioni. Difficoltà sociali, economiche, culturali, linguistiche.

LA NORMATIVA BES

Direttiva Ministeriale 27/12/2012

Strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica

La Circolare n. 8 del 6/3/2013

Sono i Consigli di classe a decidere, anche in assenza di certificazione, dove è opportuna e necessaria l’adozione della personalizzazione della didattica ed eventualmente di misure compensative o dispensative. Possono attivare percorsi didattici personalizzati per il tempo strettamente necessario al superamento del bisogno. I Consigli di classe (o i team docenti) devono monitorare l’efficacia degli interventi. Viene rilanciata la progettazione didattico-educativa per es. calibrata sui livelli minimi attesi per le competenze in uscita, che viene definita più utile di misure dispensative e compensative. Il percorso ipotizzato va esplicitato in un Piano Didattico Personalizzato, che è deliberato dal C. di classe e sottoscritto da DS, docenti e famiglia.

Nota ministeriale del 27/6/2013

Piano Annuale per l’Inclusività

Ciascuna istituzione scolastica elabora un Piano Annuale per l’Inclusività riferito a tutti gli alunni con BES, da redigere al termine di ogni anno scolastico.

Scopo del Piano annuale per l’Inclusività (P.A.I.) è fornire un elemento di riflessione nella predisposizione del POF, di cui il P.A.I. è parte integrante.

Il P.A.I. è lo strumento che contribuisce ad accrescere la consapevolezza dell’intera comunità educante sulla centralità e la trasversalità dei processi inclusivi in relazione alla qualità dei “risultati” educativi, per creare un contesto educante dove realizzare concretamente la scuola “per tutti e per ciascuno”.

Nota ministeriale del 27/11/2013

"Strumenti di intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali. A.S. 2013/14. Chiarimenti".

La nota, in particolare, chiarisce che la rilevazione di una mera difficoltà di apprendimento non dovrebbe indurre all´attivazione di un percorso specifico con la conseguente compilazione di un PDP.

La Direttiva ha voluto anzitutto fornire tutela a tutte quelle situazioni in cui è presente un disturbo clinicamente fondato, diagnosticabile ma non ricadente nelle previsioni della Legge 104/92 né in quelle della Legge 170/2010.

In secondo luogo si sono volute ricomprendere altre situazioni che si pongono comunque oltre l´ordinaria difficoltà di apprendimento, per le quali dagli stessi insegnanti sono stati richiesti strumenti di flessibilità da impiegare nell´azione educativo-didattica.

Massima autonomia di giudizio deve pertanto essere riconosciuta ai docenti di fronte a diagnosi che non portino a certificazioni di disabilità e DSA (disturbi specifici dell´apprendimento).

La nota riconosce la professionalità dei docenti a cui è demandata la scelta responsabile degli strumenti di interventi.

Il Consiglio di classe è autonomo nel decidere se formulare o non formulare un Piano Didattico Personalizzato, avendo cura di verbalizzare le motivazioni della decisione.

COSA DEVE FARE LA SCUOLA

Estendere a tutti questi alunni le misure della legge 170 in una prospettiva inclusiva

Elaborare un percorso educativo individualizzato o personalizzato e redigere il PDP deliberato dal consiglio di classe

Prospettiva inclusiva

Osservare per identificare precocemente  le difficoltà

Superare il concetto di integrazione per passare al concetto di inclusione

Il concetto di inclusione si applica a tutti gli alunni, come garanzia diffusa e stabile di poter partecipare alla vita scolastica e di raggiungere il massimo possibile in termini di apprendimento e partecipazione.

Ogni alunno ha diritto a ricevere un’attenzione educativo-didattica individualizzata ed efficace

  • - Quanto è autonomo?

  • - Qual è la difficoltà che crea maggiori problemi nell’apprendimento?

  • - Qual è la causa della sua difficoltà relazionale?

  • - Quali condizioni e aiuti gli permettono di esercitare l’autonomia?

  • - Quali sono l’organizzazione, gli strumenti e le modalità di insegnamento maggiormente adeguate per l’apprendimento?

  • - Quali condizioni organizzative (contesti, gruppi, attività…) e relazionali permettono di costruire un clima adeguato?

DALL'INTEGRAZIONE ALL'INCLUSIONE

Percorso educativo individualizzato o personalizzato?

Individualizzazione: obiettivi comuni

Personalizzazione: obiettivi diversi

Strategie di intervento per i BES

Elaborazione di un percorso individualizzato e personalizzato attraverso la redazione di un Piano Didattico Personalizzato che serva come strumento di lavoro in itinere per gli insegnanti ed abbia la funzione di documentare alle famiglie le strategie di intervento programmato.

La normativa precisa che la personalizzazione per i BES non ha lo scopo di favorire improprie facilitazioni ma di rimuovere quanto ostacola i percorsi di apprendimento, e questo non genera un livellamento degli apprendimenti ma una modulazione degli stessi sulle potenzialità di ciascuno, nell’ottica di una scuola più equa e più inclusiva.

Lo strumento privilegiato è rappresentato dal percorso individualizzato e personalizzato, redatto in un Piano Didattico Personalizzato (PDP), che tutti i docenti del consiglio di classe sono chiamati ad elaborare

Il PDP è un documento, uno strumento di lavoro con la funzione di definire, monitorare e documentare le strategie di intervento più idonee per ogni singolo alunno.

La scuola è autorizzata a redigere un PDP …

In presenza di alunni certificati o in attesa di certificazione DSA

In attesa di una diagnosi di altro tipo

In presenza di alunni non certificati in situazione di svantaggio socioeconomico linguistico e culturale

BES e POFt (Piano dell'Offerta Formativa triennale)

NEL P.O.F.t. dovrà essere inserito un concreto impegno programmatico per l’inclusione, basato su una lettura del grado di inclusività della scuola e su obiettivi di miglioramento da perseguire nel senso della trasversalità delle prassi di inclusione negli ambiti dell’insegnamento curricolare, della gestione delle classi, dell’organizzazione dei tempi e degli spazi scolastici, delle relazioni docenti, alunni, famiglie.

Il PAI è parte

 

integrante del processo di Valutazione dell’Istituto.

Nella scuola d’Infanzia

Dalle Indicazioni Nazionali: “Traguardi delle competenze per promuovere le competenze in modo globale e unitario. Se si riscontrano difficoltà, si procede con strategie mirate, individualizzate e FORMALIZZATE che nella scuola primaria diventeranno PDP

Non esistono grandi scoperte nè un reale progresso finchè sulla Terra esiste un bambino infelice

Albert Einstein